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[REVIEW] Zion I – The Take Over [2009]

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01. The Taking
02. Geek To The Beat
03. Takeover
04. DJ DJ
05. Antenna
06. Caged Bird Part 1 [Feat. Brother Ali]
07. In The Mornin’ – Caged Bird Part 2
08. Radio
09. Gumbo
10. Country Baked Yams [Feat. Devin The Dude]
11. Coastin’ [Feat. K.Flay]
12. Juicy Juice
13. Peppermint Patty
14. Bring In The Light
15. Legacy [Feat. Ty and Jennifer Johns]

“This system does not work for us, so we must take the system over and make it work for us”

Ecco cosa sentiamo una volta inserito nel lettore “The Take Over“, ultima fatica del gruppo californiano Zion I. Nei sette secondi d’orologio dell’intro la voce di Zumbi, MC del gruppo, dà il via a poco meno di 50 minuti di musica con un messaggio che starebbe bene anche in un masterpiece del rap militante come “Let’s Get Free” dei Dead Prez.A discapito della prima, sviante, impressione “The Take Over” è tutt’altro che un manifesto di resistenza afroamericana all’oppressione bianca; anzi, rispetto ai lavori precedenti, è sicuramente quello meno socialmente-impegnato del duo di Oakland. Per parafrasare i suoi stessi autori (il funambolico produttore Amplive e il già citato MC Zumbi) con “The Take Over” l’intento è quello di dare al pubblico qualcosa di più “leggero”, votato questa volta più all’intrattenimento che all’impegno sociale e alla meditazione, più alla ricerca di nuove soluzioni stilistiche che al consolidamento di quanto fino ad ora già collaudato.

Infatti la prima traccia effettiva, “Geek To The Beat“, farà molto probabilmente storcere il naso un po’ a tutti gli hip-hoppers dei nostri tempi: a quelli che pensano che l’hip-hop sia SOLO quello uscito dal 92 al 97, come a quelli che negli ultimi anni hanno mosso i primi timidi passi verso quella fucina di talenti che è il sud degli Stati Uniti (e lì si sono, sorprendentemente, scoperti degli estimatori del suono “dirty”). Le contaminazioni nel lavoro di Amplive sono infatti questa volta ancora più calcate che in passato: vanno dalla house all’elettronica, dalla drum’n'bass al funk, dal bay area hyphy all’indie rock (sì, avete capito bene, indie rock: sentitevi “Rainy Dayz“, EP in free download di remix dei Radiohead confezionati a puntino dal buon vecchio Amplive, e vedrete che ne rimarrete soddisfatti). E sono proprio queste contaminazioni a fare di “The Take Over” un lavoro da un lato musicalmente molto interessante, ma dall’altro poco omogeneo: si passa infatti dall’electro di “Geek To The Beat” alla j-dilliana “Take Over“, dalle atmosfere indie di “Radio” (pezzo appunto commemorativo delle molteplici influenze musicali del gruppo) a quelle scanzonate e lievemente pop di “Country Baked Yams” (che vanta il featuring di Devin The Dude e il cui contagiosissimo ritornello recita: “what you waitin for, hurry up and run, let it go and get yourself something/a country baked yam“), dal minimalismo hyphy di “Juicy Juice” (che potrà far storcere il naso inizialmente ma che non mancherà di coinvolgervi dopo i primi ascolti) all’afrika-bambaatiana “DJ DJ” (ottima per i dj-set contaminati).

Ma è in particolare su un pugno di tracce sparse all’interno dell’LP che è giusto che l’attenzione dello spattatore si catalizzi. Su tutte sicuramente l’ipnotica “Antenna” che su una drum line a cassa dritta vede Zumbi snocciolare in rima le parti più profonde della sua anima artistica, accompagnato dalla calda voce del soul-singer Codany Holiday che intervalla le strofe di Zumbi fino all’apertura del ritornello (“what should I do/when can I/talk to you through my antenna“, impossibile dimenticarselo). A poche tracce di distanza arriva poi una coppia di pezzi, “Caged Bird Pt.1” col featuring di Brother Ali e “In The Morning (Caged Bird Pt. 2)“, che rappresentano uno dei picchi tecnici di tutta la produzione musicale del gruppo: su un groove molto intenso che si snoda, senza sosta, per due tracce (completamente suonato con strumenti dal vivo, come accade in buona parte del disco, e completato da innesti di batteria elettronica da parte di Amplive), Zumbi fa capire all’ascoltatore come un MC con uno stile spiccatamente old-school possa regalare, nonostante tutto, momenti di grande liricismo senza rifarsi per forza a stilemi stra-abusati o a trend passeggeri.

Infine, è doveroso citare la coppia di pezzi che chiudono il disco e che si inseriscono nella produzione degli Zion I senza aggiungere molto ma perfezionando, appunto, quanto già sperimentato in precedenza. “Bring In The Light” vede Zumbi stendere il flow migliore del disco (e anche il testo più impegnato) su un beat che unisce la profondità del migliore hip-hop soul a quei groove meditativi e profondi che hanno fatto riscuotere al duo di Oakland molteplici consensi in meno di 10 anni di attività nel rap game. E, per finire in bellezza, segnalo la splendida “Legacy“, che chiude il disco su toni da jam session e ci fa ben sperare per il futuro di uno dei gruppi più interessanti della scena hip-hop della west coast: teneteli d’occhio!! 

RATING: Testi 7/10, Musica 9/10, Totale 8/10

TI E’ PIACIUTO? ASCOLTA ANCHE: AMPLIVE- Rainy Dayz Remixes - FREE DOWNLOAD!

VIDEO: JUICY JUICE, GEEK TO THE BEAT

LINK UTILI: MYSPACE, OFFICIAL BLOG, THE TAKE OVER OFFICIAL SITE

Written by: Doro Gjat [Carnicats]

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Pubblicato Monday, April 27th, 2009 at 2:24 pm nella categoria recensioni e playlists, reddarmy news. Potete seguire i commenti tramite il RSS 2.0 feed.

No Responses to “[REVIEW] Zion I – The Take Over [2009]”

  1. MattiaC says:

    Bella lì Doro il gatto! :)

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