utti i colori del nero nel debutto digitale di Andrea Uliana alias Railster, 25enne beatmaker udinese “parcheggiato” nel capiente storage di ReddArmy. “Patchwork anthems” è in libero download da oggi, e contiene dieci brani nei quali l’ars sintetica del musicista converge con le interpretazioni di svariati featuring, anche internazionali, che consentono mutamenti di registro dall’hip hop al funk, dal dub alla minimal: tra le principali doti del lavoro quella di cercare soluzioni differenti, come ad esempio nel groove alternativo, non ordinario in cassa, imbastito inWhat’s up what’s good per assecondare il flow di Vigalante, oppure i tempi irregolari, disturbati, che fecondano la partecipazione di Mole sopra Music saves. Cuore del disco è Amarcord, liriche di ReddKaa e ingresso vocale a metà con FR Luzzi: un elegante brano di soul pop in lingua, adatto all’evasione dei mesi freddi nel suo ripensare l’estate, con rimandi a The great blondino di Stakka Bo e potenziali chance di sbarcare sulle onde medie. Sorprende la stessa cantautrice friulana, in inedite vesti italofone che potrebbero schiuderle ulteriori opportunità. Railster si aggancia alle cose che succedono fuori dalla grande provincia nazionale con SSNE, la quale ora su toni nu-jazz (Thievery Corporation, Jazzanova, Dining Rooms) ora con profondi bassi trip hop ospita il credibile canto da trickeuse r’n’b di Silvia Di Natale. Divertono i giochi di gruppo dei talentuosi Carnicats per Ecco cosa -”cosa?” ha i crismi del tormentone- mentre la quasi interamente strumentale Simple, complex è un costituirsi di breaks, scratch, cut, che poi in friulano si tradurrebbe con taj, come il vino… resta da dire dell’oscurissima Intro vivacizzata dai grossi electrobleep perWar & beef, affidata sempre a Vigalante. Uliana svaria su tutto il fronte dei generi tenendo impegnate le difese di basket in una “zona” assai dispendiosa e sfiancante data la propensione a non specializzarsi, a non dare eccessivi punti di riferimento: alla fine vince lui.

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