Mole è uno dei rapper più sottovalutati della penisola, probabilmente perché invece che a Milano o a Roma è nato a Belluno, cittànon certo conosciuta per la sua florida scena musicale. A dire il vero, e lui saràd’accordo con me, credo che questo sia stato senz’altro un bene, dal momento che uno stile come il suo, non sarebbe potuto fiorire in una grande città. “Nero viaggiatore†è il suo primo album solista, dopo gli interessanti lavori con Atlantide 4et e Reen, ed è un ottimo disco di transizione, nel vero senso della parola. Per un mc che oltre a saper fare bene il rap, e per fare bene il rap intendo buon flow, notevole uso della voce e testi convincenti, mettersi a suonare il basso e la tromba apre scenari totalmente nuovi, potenzialmente infiniti. Inoltre Mole dimostra di avere anche discrete intuizioni in fase di scrittura e si muove agilmente, senza timori, tra funk jazz e reggae. Il rap è usato come strumento per dialogare con gli altri strumenti, da questo punto di vista lo scenario è in progress continuo e siamo certi che vi saranno ulteriori sviluppi. Non mi convince del tutto qualche scelta produttiva, ma mi rendo conto dell’assurditàdi registrare un disco indipendente con una vera e propria strumentazione vintage, quindi probabilmente è solo un problema mio. Detto questo credo che Mole sia un’artista da tenere d’occhio, il rap italiano troppo spesso si adagia tra il puerile e l’inutile e credo che progetti ambiziosi e coraggiosi come quello del rapper bellunese non possano che dare dell’hip hop italiano una visione matura ed intrigante.
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