Dopo sette anni ecco il ritorno di Madrac, ovvero il bizzarro progetto di Fulvio Romanin (aka ReddKaa). Si amplia a dismisura lo spettro sonoro, la crescita nelle soluzioni e negli arrangiamenti rispetto al precedente “Technotitlàn†è forte, resta il principio base – musiche “moderneâ€Â, diciamo ora tra hip hop e funk, interpretate alla voce con stilemi “moderni†(il rap) ma con un dialetto, quello friulano, che è l’antitesi della modernità(non è certo il napoletano almamegrettiano, per intenderci: uno dice dialetto friulano e pensa ai canti carnici, ecco). Per fortuna il booklet è ben fornito di traduzione dei testi, che in un più di un momento sono davvero esilaranti e/o acuti. Musicalmente, e chissàse è un misterioso DNA regionale (oltre a frequentazioni di vecchia data), stiamo nei territori degli Amari, magari con più spensieratezza e meno cerebrale intellettualitàcolto-pop. Ovvero: funk, in varie, eclettiche declinazioni. Fatto molto bene. Con tocchi di rustica follia. Con qualche ingenuità(non troppe). Con momenti di eleganza (molti). In tutto i musicisti coinvolti in “Real†sono qualcosa come ventinove, e questo è un buon indizio dell’accuratezza del progetto e dello sforzo che sottintende; ma gli sforzi sono perfettamente inutili se non ci sono le idee. In Madrac ce ne sono molte. Con un po’ di malizia in più negli arrangiamenti, con un po’ di voglia di essere ancora più zappiano, il prossimo progetto potrebbe essere un vero crack. Ma giàquesto “Real†è un prodotto che svetta per qualitàe intelligenza nel panorama indipendente italiano del 2006 (www.madrac.com).
Mucchio selvaggio, Damir Ivic
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