Ecco l’intervista a Mole, uscita ieri sul Corriere delle Alpi:

BELLUNO. Mole, ovvero il piacere di fare musica spaziando da un genere all’altro- Dopo aver partecipato all’esperienza hip hop dell’Atlantide 4et e mentre prosegue quella reggae con i Maci’s mobile, Mole si propone come solista con il disco «Nero viaggiatore», prodotto dalla Reddarmy di Udine e finito di mixare dieci giorni fa presso lo Studiobeat di Preganziol. Il cd uscirà a marzo e, per promuoverlo, Mole ha scelto 7 strumentisti bellunesi formando

il Mole Moon Walket. Alla vigilia del lancio, il cantante, batterista e bassista parla del nuovo progetto.

Come nasce l’idea di fare qualcosa da solo?

«Nel 2003 ho buttato giù 15 pezzi, registrati negli studi di Preganziol. Poi, nel

2005, ho comprato il basso ho conosciuto la musica suonata. Questa scoperta mi ha cambiato la vita, ho buttato tutte le canzoni e ne ho fatte altre 10. All’inizio, doveva essere

un demo, poi ne è uscito un disco, nel quale ho suonato tutto io, a parte i fiati. E per due pezzi le musiche sono di Reddkaa, il titolare dell’etichetta di Udine».

Perché sette musicisti per promuoverlo?

«In realtà, il live rifà il disco. Certo, la struttura viene mantenuta, ma è tutto riarrangiato… Ho scelto sette musicisti per promuoverlo, perché volevo creare una specie

di orchestra. Vorrei portare questi elementi in giro per far conoscere la loro bravura. Inoltre, sono amici, con i quali so che quest’esperienza sarà bella anche umanamente.

Apprezzo Ruggi (Burigo, ndr) tecnicamente e musicalmente, Stefanin (Funes, ndr) è un batterista molto personale, John Hammond ha la musica nera nelle vene, Marco (Bonutto, ndr) è un percussionista dal sound afrocubano, Emanuele Kabu è il più avanti nell’elettronica, Gabriele (Soppelsa, ndr) mi piace per una questione di sonorità e Andrea Ki è un basso che si adatta alla mia idea».

Come definiresti questo «Nero viaggiatore»?

«E’ un disco con atmosfere jazz, funk, hip hop, samba, dub e un mix d’elettronica. Il filo conduttore dei pezzi, in italiano e alcuni solo strumentali, è il viaggio, per questo

“Viaggiatore”, inteso come insieme di esperienze e di conoscenze. E anche come un viaggio vero, dato che in questi anni ho girato molto tra centro e nord Italia, Slovenia e Svizzera e mi sono accorto di diverse realtà che ho assorbito… Inoltre, in me in questi anni c’è stata una positiva evoluzione, accresciuta dalla conoscenza di strumenti come il basso e la batteria. “Nero” invece sta per l’atmosfera noir che pervade il disco. Inoltre, ci sono diversi ospiti, come Federico Missio, un bravissimo sassofonista di Udine, e vari amici che cantano in diversi pezzi, tra i quali il mio ex compagno negli Atlantide 4et Volo, Tubet e Passion».

E il live?

«I concerti saranno live jazz funk, direi elettrici con l’innesto di Kabu. Lui è anche l’autore del video del singolo “Funky rude man”. E’ un video di animazione, per vederne lo stile, è sufficiente dare una sbirciata al sito www.emanuelekabu.org. Comunque, uscirà come traccia video nel disco e probabilmente passerà in televisione».

Marina Rosset

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