Doro Gjat, Dek “ill Ceesa e G.I. Joe, i rappers, Dee-J Deo, producer, sono i Carnicats aka i gatti della Carnia, ridente zona che ingloba la provincia udinese. Primo disco ufficiale per questi quattro baldi giovani friulani, che inaugurano una nuova black label indipendente, la Reddarmy Records: undici tracce per poco meno di tre quarti d’ ora, in cui i padroni di casa vengono accompagnati da ottimi featuring, tra cui Gialloman, Souldavid, Mole, Kermit, Arzone & Sick Giovas. Sembra che facciano rap da anni, con una consapevolezza ed una personalità importanti, nonostante in media abbiano poco più di venti anni: Deo alle macchine si esalta, riesce a proporre un sound molto variegato ma il suo mood si avvicina a quello proprio di Hi-Tek e J Dilla, un beatmaking dal retrogusto classico che pian piano riemerge nella nostra penisola; i gatti sono ottimi nello storytelling come il loro mentore Giuann Shadai, interpretano bene e si muovono con destrezza su diverse tematiche/sonorità (si passa dal sopraccitato classicismo al riddim reggae, sfiorando approcci meno impegnati e abbracciando con lucidità attuali problematiche sociali e politiche). Il tutto, dunque, può essere la risposta (ancora in piccolo, per carità) ai Pharcyde: c’è ancora abbastanza da lavorare, soprattutto per quel che riguarda l’ intensità, dato che il disco tende a perdere di impatto col passare delle tracce, complice anche l’ utilizzo di ritornelli non eccezionali, ma le prerogative di questo album d’ esordio dei Carnicats sono interessantissime. Collaborazioni ben amalgamate: David e Giallo impreziosiscono col loro soul d’ autore, Mole si conferma uno dei più sottovalutati mc dello stivale. In conclusione, “Carnicats” è un disco da 7 in pagella, un nome nuovo da segnare sul taccuino in attesa del definitivo salto di qualità. (ragh@moodmagazine.org)

No related posts.

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.